Biografia

“Jessica Horsley dirige con sicurezza e grazie alla sua tecnica chiara e il suo senso naturale per la purezza stilistica, trasmette con facilità anche le più delicate finezze musicali” (Jiří Nĕmeček, violinista) Il suo acclamato debutto come direttrice d’orchestra l’ha tenuto nella sala dello Stadtcasino a Basilea con un programma pionieristico di brani scritti da compositrici del 19° e 20° secolo (www.frauenkomponiert.ch). Come direttrice d’orchestra è specializzata nella musica del tardo ottocento fino a quella del 21° secolo.

Nel 2010 Jessica Horsley ha scambiato l’archetto di viola da gamba con la bacchetta di direzione. Dopo aver seguito gli insegnamenti di Thüring Bräm, ha studiato da Arturo Tamayo al Conservatorio della Svizzera Italiana (CH) specializzandosi nel repertorio contemporaneo e moderno con opere come “Le Marteau sans maître” (1957) e “Dérive” (1984) di Pierre Boulez, “Erwartung” (1909) di Arnold Schönberg e “The Key to Songs” (1985) di Morton Subotnick. Ha poi ampliato il repertorio con i grandi brani del 19° secolo sotto la guida di Kirk Trevor (CZ/US), Tomáš Netopil (CZ/DE) e Sasha Mäkilä (FI), attirando l’attenzione soprattutto come interprete di Brahms. Ha lavorato con orchestre come la Plovdiv State Opera (BG), la Bohuslav Martinů Philharmonic (CZ) come pure con ensembles come i St. Michel Strings (FI) e 900 (CH). Ha inoltre registrato per la radio Svizzera di Rete Due.

Come violista da gamba ha suonato con diversi ensemble di musica antica tra cui Ferrara (Crawford Young), Gilles Binchois (Dominique Vellard), Capella Muriensis, Capriccio Barockorchester e La Chapelle Ancienne. È stata cofondatrice dell’ensemble di viole da gamba The Earle His Viols specializzato in musica cromatica ed enarmonica del primo seicento. Il primo CD di questo gruppo, canzon del principe, con musica del manoscritto Rossi (ca. 1600) ha ottenuto diversi riconoscimenti (“Choc de la musique”, “10 de Répertoire” e una menzione di “Classica”). Una seconda registrazione con musica dalla cerchia del cardinale Barberini a Roma attorno al 1635 è stata onorata con 5 “Diapason”. Pure con successo è stata pubblicata nel 2011 la registrazione con musica virtuosistica di Gottfried Finger per viole da gamba basse con il gambista David Hatcher (GB). Jessica Horsley ha tenuto concerti, registrato CD e trasmissioni radiofoniche in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, Sudafrica, Namibia e Australia. Ha partecipato a festival ad Amsterdam, Berlino, Francoforte, Magnano, Melbourne, Saarbrücken e Witten.

Dopo un grave incidente alla mano sinistra nel 2010 Jessica Horsley ha raggiunto di nuovo dopo lungo lavoro e applicazione la piena capacità esecutiva. Sempre con più attenzione si dedica all’esecuzione di musica contemporanea o di composizioni date in commissione. Ha suonato con musicisti come Peter Rundel, Heinz Holliger, Rachid Safir e Walter Grimmer come pure con ensemble come il Collegium Novum (Zurigo) e Ensemble Modern (Francoforte). Come specialista del baritono ha suonato la parte solistica dedicata a questo rarissimo strumento nella composizione di Klaus Huber “…à l’âme de marcher sur ses pieds de soie…” nel Holland Festival del 2010. Tra le commissioni di nuovi brani scritti per il baritono vi sono composizioni di Heidi Baader-Nobs, Thüring Bräm, Giorgio Colombo Taccani, Helena Winkelman e una nuova elaborazione di un brano di Klaus Huber.

Già da bambina Jessica Horsley ha suonato come solista e musicista da camera. Suonava diversi strumenti ed è stata ad esempio presentata all’età di dieci anni dalla televisione come “organista più giovane della Gran Bretagna”, ha suonato da adolescente come solista con il violino, e ancora nel periodo della scuola media ha ottenuto un diploma solistico di pianoforte del London College of Music. In seguito si è diplomata al Royal College of Music di Londra e ha iniziato nello stesso anno uno studio di musicologia al Trinity College Cambridge (GB) dove ha scoperto il mondo della musica antica. Dopo un master in storia moderna con russo all’università di Londra, studia viola da gamba da Paolo Pandolfo alla Schola Cantorum Basiliensis (CH) per poi ottenere un “prix de perfectionnement” da Ariane Maurette al Conservatoire Supérieur di Parigi (FR). Seguono poi lezioni e corsi di perfezionamento da Jaap ter Linden, Eunice Brandão, Marianne Mueller e Philippe Pierlot. Contemporaneamente ottiene il “magna cum laude” per il suo lavoro di dottorato su “l’Almanacco del cavaliere azzurro come opera d’arte totale” (edizioni Peter Lang, Francoforte 2006). Altre pubblicazioni trattano della storia culturale rispettivamente dell’importanza delle immagini come prove storiche e del modernismo. Di lingua madre inglese parla correntemente anche il tedesco, il francese e l’italiano, legge in russo e ha conoscenze pratiche di cinese.

Downloads